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SALA 8

La Pietà popolare

Paolo VI scrive "La religiosità popolare, se ben orientata, specie mediante una pedagogia di evangelizzazione, è ricca di valori. Essa manifesta una sete di Dio che solo i semplici e i poveri possono conoscere; rende capaci di generosità e di sacrificio fino all'eroismo, quando si tratta di manifestare la fede; comporta un senso acuto degli attributi di Dio, la paternità, la provvidenza, la presenza amorosa e costante; genera atteggiamenti interiori raramente osservati altrove al medesimo grado: pazienza, senso della croce nella vita quotidiana, distacco, apertura agli altri, devozione." (Evangelii Nuntiandi, 48)

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La pietà popolare è indirizzata ai misteri della vita di Cristo e di Maria, ai Patroni della Diocesi e della Città, ad altri Santi che hanno legami con la sua storia ecclesiale e civica o con la presenza nella Città dei seguaci di un Santo Fondatore.

In altri fogli di Sala sono state date alcune notizie sulla devozione a Cristo sofferente, a Maria Madre di Gesù Cristo, ai Patroni S.Leopardo (per la Diocesi) e S.Vittore(per la Città, fino al 1965).

E' stata molto venerata anche S.Tecla protomartire, che agli inizi del secolo XVI era ritenuta titolare della Cattedrale insieme a S. Leopardo; il Compagnoni e altri storici dimostrano che è giusto il titolo antico riferito al solo S.Leopardo.

Una tela con S.Tecla e S.Agnese è in un altare della Cattedrale (fatta eseguire dal Card. Girolamo Verospi 1642-1652); nel Museo - Sala 11 - è esposto un bel Reliquiario di S.Tecla, in argento.

Dal 1965 il Patrono della Città di Osimo è S.Giuseppe da Copertino Frate Minore Conventuale. Dopo varie peregrinazioni, Giuseppe approda nel 1657 ad 0simo, dove è Vescovo il Card. Antonio Bichi, che dallo zio Papa Alessandro VII ha il compito di vigilare sulle vicende straordinarie della vita del religioso. Giuseppe muore nel 1663.

La presenza dei Francescani ad Osimo era iniziata subito dopo la morte di Francesco di Assisi, che due volte era passato nella città, nel 1215 e nel 1220. Tommaso da Celano narra che Francesco di ritorno dalla Palestina (1220) trova ad Osimo una situazione di contrasto tra il Vescovo Sinibaldo e i Consoli della Città; le Fonti francescane riportano il grazioso episodio della pecorella tra i caproni, portata al Vescovo come simbolo di pace e di concordia (Vita prima, XXVIII).

Insieme ai Conventuali sono ancora ad Osimo i Minori Osservanti: reggono la Parrocchia della Misericordia, dopo essere stati all'Annunziata Vecchia (demolita) e all'Annunziata Nuova (attuale Chiesa del Cimitero).

Anche S.Antonio di Padova di cui è esposta una tela è francescano; la devozione verso il Santo è tuttora viva.

I Cappuccini sono chiamati ad Osimo dal Vescovo Fermani nel 1579 e vi rimangono fino all'inizio di questo secolo, nel rione S.Marco e al Monte dei Cipressi (o Monticello dei Frati): nella sala 9 è esposto un bel "Tabernacolo cappuccino".

Nel passato è stata viva la devozione a S.Silvestro, nato ad Osimo nel 1177 e Fondatore dell'Ordine dei Benedettini Silvestrini. La presenza benedettina ad Osimo è documentata solo nel secolo IX a S.Maria in Cirignano, oggi Abbadia; poi i monaci si trasferiscono al monastero di S.Fiorenzo, a Roncisvalle, e in seguito a S.Niccolò, da dove se ne vanno nel secolo XV. Nel 1253, prima della morte del Fondatore S.Silvestro (1267), abbiamo notizia della presenza di alcuni seguaci ad Osimo, a Monte S.Pietro, poi a Roncisvalle e a S.Niccolò. Nel secolo XVII i Silvestrini costruiscono la Chiesa di S.Silvestro (ora sede per Mostre e per iniziative culturali) e il Monastero in via Pompeiana; lasciano Osimo nel 1920.

Particolare devozione a S.Girolamo viene attestata dalla presenza del Santo nella iconografia locale. La grande tela dei Fratelli Gennari, ora custodita nella parete nord del Presbiterio della Cattedrale, che ritrae S.Leopardo che innalza la Croce sugli altari degli idoli abbattuti, per molto tempo era posta nell'altare dedicato a S.Girolamo, anch’egli ritratto nella tela.

Il quadro esposto in questa Sala proviene dalla Chiesa della Ss.ma Concezione di Filottrano.

Grande venerazione hanno avuto nella nostra Città anche S.Domenico, S.Agostino e S.Filippo Neri.

I Domenicani sono stati ad 0simo dal secolo XIII fino alla fine del XIX e nella Chiesa di S.Marco si conservano interessanti opere da loro fatte eseguire.

La presenza degli Agostiniani ad Osimo si protrae dal secolo XIII - Chiesa di S.Lorenzo, poi S.Pietro di Ceronzio - fino alla soppressione napoleonica.

La tela del Ramazzani (1585) ora nella Chiesa di S.Palazia raffigura la Vergine che dona la cintola a S.Agostino.

I Filippini sono stati ad Osimo dall'inizio del secolo XVII nella Chiesa di S.Sebastiano. Il Card.Antonio Bichi approva la prima comunità nel 1665. Nel 1703 viene costruita la Chiesa intitolata al Santo: sono di buona fattura le tele degli altari. I Filippini lasciano Osimo nel 1944, la chiesa è ora chiusa al culto.

Opere esposte

anonimo Ceramiche devozionali sec. XVII ceramica smaltata
Ludovico Mazzanti S.Giuseppe da Copertino prima metà sec. XVIII olio su tela
Scuola centro Italiana S.Girolamo prima metà sec. XVII olio su tela
anonimo S.Silvestro sec. XVIII olio su tela
anonimo S.Antonio da Padova sec. XVII-XVIII olio su tela, cornice in legno dipinto
anonimo Addolorata sec. XVII-XVIII olio su tela, cornice in legno dipinto

Descrizione opere

    anonimo
    Ceramiche devozionali
    sec. XVII
    ceramica smaltata

Di dimensioni diverse rappresentano la più piccola riproduce la lamina di S.Leopardo, la media S.Tommaso da Villanova, a cui il Galamini dedicò l’omonima istituzione di beneficenza, la grande la Madonna venerata da due Santi in preghiera. Nelle ultime due in basso a sinistra è riprodotto lo stemma del card. A.Bichi con la data 1681.

    Ludovico Mazzanti
    S.Giuseppe da Copertino

    prima metà sec. XVIII
    olio su tela

Riproduce lo stesso soggetto, San Giuseppe in volo, di una tela più grande che si trova nella Sacrestia della Basilica del Santo ad Osimo; l’opera qui esposta ne è una replica.

    anonimo
    S.Silvestro

    sec. XVIII
    olio su tela

Il quadro raffigura S.Silvestro che riceve la Comunione dalla Vergine. Il tema iconografico è stato più volte riprodotto, sulla base di una notizia che ci viene data da una antichissima vita del Santo scritta da Andrea suo discepolo poco dopo la morte. La tela esposta è di modesto pregio; più nota e di più rilevante valore artistico è quella di Claudio Ridolfi che si trova nel monastero di S.Silvestro in Fabriano.

    anonimo
    S.Antonio da Padova

    sec. XVII-XVIII
    olio su tela, cornice in legno dipinto

Il quadro con la sua cornice di legno dipinto e decorato proviene dalla chiesa della Ss.ma Concezione di Filottrano. Raffigura S.Antonio da Padova, connotato dal giglio, in meditazione estatica alla lettura di un libro, forse il Vangelo, che tiene accanto a sé. Alle sue spalle, sulla sinistra, un paesaggio rupestre dal quale emerge il tronco di un albero con pochi rami frondosi; sulla destra si apre un cielo dai minacciosi colori plumbei e, in basso, compare un accenno di edifici. Il dipinto è di buona fattura, risultato di tarde suggestioni baroccesche, non prive di un certo compiacimento manieristico e di un piglio spavaldo nella resa della natura che fa da sfondo.


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