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SALA 6

La Madre di Dio

Il Concilio di Trento (1545-1563) emana anche un decreto sulle immagini sacre, che orienterà per molto tempo iconografia ed iconologia; si proibiscono immagini ispirate ad errore, insolite o che abbiano aspetti provocanti. Lo scopo è quello di affermare la concezione cattolica sulle immagini sacre, di rafforzare la consapevolezza della propria fede e di risvegliare la pietà, rimuovendo alcuni abusi; il Concilio tuttavia non detta regole alla creazione artistica.

In risposta alla concezione minimale della figura della Vergine nell'opera redentiva sostenuta dal Protestantesimo, i committenti e gli artisti sottolineano alcune verità che riguardano la Madre di Dio. Gli studiosi di quel periodo affermano che molti artisti sono ferventi cristiani.

I temi mariologici più rappresentati sono la Maternità, l'Immacolata, l'Addolorata, la Regalità di Maria tra Santi, il Rosario(tema questo, promosso dai Domenicani e spesso associato alla vittoria di Lepanto sui Turchi del 1571).

Una caratteristica iconografica del tempo è la somiglianza della Madre con il Figlio (c'era un'indicazione del Card. F. Borromeo in tal senso). Le Diocesi partecipano alla creazione di un importante patrimonio iconografico ancora poco conosciuto. Ad Osimo, opere postridentine degne di rilievo, oltre quelle esposte in Museo, si trovano nelle chiese della Città.

Opere esposte

Simone de Magistris Madonna con Bambino e Santi 1585 olio su tela
Scuola del De Magistris Madonna con Bambino e Santi seconda metà sec. XVI olio su tela

Descrizione opere

    Simone de Magistris
    Madonna con Bambino e Santi

    1585
    olio su tela

La Madonna col Bambino guizzante sul suo grembo siede sul trono posto sullo zoccolo semicilindrico. Alla sua destra S.Filippo, alla sua sinistra S.Giacomo. L’iscrizione recita "Philippe qui videt me – videt et Patrem", e sulla base "Simon D.Magistris d.Caldarola pigiebat a.dni. MDLXXXV". La tela fu commissionata dal vescovo Cornelio Fermani (1574-1588). Probabilmente adornava l’altare dei Santi Giacomo e Filippo in Duomo. E’ manifesta la vocazione manieristica del De Magistris che prende le mosse addirittura da Vittore Crivelli, ma passa attraverso gli epigoni di Michelangelo, senza ignorare né la lezione del Lotto né quella della pittura nordica; l’autore è attento anche alla esperienza pittorica dell’anconetano Andrea Lilli.

    Scuola del De Magistris
    Madonna con Bambino e Santi

    seconda metà sec. XVI
    olio su tela

La Madonna col Bambino benedicente siede su un trono intagliato. La colomba dello Spirito Santo piove i suoi raggi dall’alto: la luce colpisce i putti reggicorona, la corona d’oro e il nastro su cui è scritto "Quem coeli capere non poterant tuo gremio contulisti" (Tu hai portato nel tuo grembo Colui che i cieli non potevano contenere). Altri due putti che sollevano i lembi di un drappo sono invece in ombra. Ai piedi del trono figurano i Santi Rocco, Giovanni Evangelista, Antonio da Padova e Luigi di Francia. In basso a sinistra, il committente inginocchiato, di cui non si conosce il nome. L’utore ha sentito e cercato di seguire le lezioni del Lotto, del De Magistris ed anche del Barocci, senza però avere la capacità di elaborarle e di coniugarle in modo personale e coerente.


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