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SALA 11

IL PICCOLO "TESORO" DELLA CATTEDRALE

Tessuti ed Argenti

La Sala raccoglie oggetti di vario genere e di epoche diverse: in questo senso è una parentesi nei riguardi del "cammino" cronologico del Museo.

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E' notevole la ricchezza delle intuizioni e la creatività espressiva degli autori quasi sempre anonimi. Non bisogna dimenticare la radice interiore da cui sono nati gli oggetti, la fede autentica che diventa sorgente di cultura, cioè di "tutti quei mezzi con i quali l'uomo affina e sviluppa le molteplici capacità della sua anima e del suo corpo" (Gaudium et Spes, 53) .

sala_11-2.jpg (16524 byte) La ricchezza e la bellezza degli oggetti del culto non può essere considerata in contrasto con la povertà della vita di coloro che li hanno donati o hanno contribuito a realizzarli: l'amore per Cristo e per la Chiesa lo spiega meglio di molti ragionamenti. Il Vaticano II dice "La Chiesa ha sempre favorito le belle arti specialmente per far sì che le cose appartenenti al culto sacro splendessero per dignità, decoro e bellezza, per significare e simbolizzare le realtà soprannaturali" (Sacrosanctum Concilium, 22).

Opere esposte

  Piviale del card. Bichi seconda metà sec. XVII  
  Pianete ( con stemmi dei Vescovi) sec. XVI-XVIII  
  Tonacella (con stemma del card. Spada) sec. XVIII  
  Stole, manipoli e velo del calice sec. XVII-XVIII  
  Amitto, camice, cingolo, copripisside, copripatena, corporale sec. XVII-XVIII-XIX  
  Croce processionale, candelieri, turiboli e navicelle (card.Calcagnini) fine sec. XVIII inizi XIX  
  Calici e Pisside sec. XVIII-XIX  
  Vasi per olio santo, conchiglia per battesimo (stemma del card. Galamini) sec. XVII  
  Reliquiario di S.Tecla sec. XVIII argento
  Reliquiari in legno dorato sec. XVIII  
  Mitre e Pastorale sec. XVIII-XIX  
  Ostensori sec. XVII-XVIII  
Scuola del Maratta Madonna col Bambino sec. XVIII  
  Razionale del card. Galamini prima metà sec. XVII metallo e pietre preziose
  Immagine della Vergine   medaglione smaltato
  Deposizione   vetro dipinto
  Annunciazione   osso
  Crocifisso   avorio
  Baldacchino con Ostensorio prima metà sec. XIX legno dorato
       

Descrizione opere

nelle vetrine: tessuti

Nella sala si trovano solo alcuni, ma certo significativi, tessuti scelti tra i numerosissimi parati conservati nella Concattedrale di S.Leopardo. La paradigmatica esposizione di questi manufatti tessili è testimonianza storica del prestigio e dell’opulenza della chiesa osimana, delle alte personalità che vi si sono succedute, al tempo stesso è contributo essenziale nell’indagine della vita sociale, culturale e artistica della città nel trascorrere dei secoli.

La scelta effettuata è basata su criteri di ordine storico, ma è derivata qanche dall’intenzione di valorizzare moduli disegnativi tra i più interessanti e, a volte, rari delle stoffe; di certo non si sono tralasciate istanze di ordine estetico, secondo cui trame preziose di seta, dorate, argentate, broccate, oltre che essere specifici materiali di tessitura, comunicano un più complesso messaggio.

    Croce processionale, candelieri, turiboli e navicelle (card.Calcagnini)
    fine sec. XVIII inizi XIX
La realizzazione di questi oggetti è legata alla vicenda amara che il Cardinale Guido Calcagnini (1776-1807) deve subire dai Francesi calati in Italia alla fine del 1700 e dal governo repubblicano; è obbligato a lasciare l'Episcopio, che viene depredato di ogni bene insieme agli arredi preziosi della Cattedrale, si trasferisce a Ferrara sua città natale. Al ritorno, dona alla Cattedrale paramenti e argento con cui vengono realizzati la Croce e i candelieri, i turiboli e le navicelle qui esposti (stemma e data 1803); questi ultimi sono di notevole pregio non solo perché sono di argento, ma anche di peso non abituale e per la fine lavorazione.

    Reliquiario di S.Tecla
    sec. XVIII
    argento
I1 Cardinale A.M. Gallo ottenne la reliquia dall'Arcivescovo di Milano Gaspare Visconti nel 1593.
Il Reliquiario in argento, di forma classica e di buona fattura, è opera dell'orafo romano Giovanni Bortolotti (fine del secolo XVIII).
Nel testo della Sala 8 si parla brevemente del culto degli osimani a Santa Tecla Protomartire.

    Baldacchino con Ostensorio
    prima metà sec. XIX
    legno dorato
Il Baldacchino in legno dorato ha lo stemma del cardinale Giovanni A. Benvenuti, già alunno del Collegio Campana e successivamente Vescovo di Osimo dal 1828 al 1838. Nel 1831, durante i moti prerisorgimentali che anche ad Osimo ebbero largo seguito, il Cardinale, Legato 'a latere' per la Marca, viene sequestrato, portato a Bologna e subisce anche violenza. Istituisce il Brefotrofio, dopo il suo ritorno ad 0simo.
Il Baldacchino è opera artigianale improntata a grandiosità, ma è di buona fattura. Nel passato serviva per la esposizione solenne della Eucarestia e per l'adorazione.
L'Ostensorio è un assemblaggio tra varie parti di tempi e di stili diversi: da notare i piccoli leoni della base, la figura centrale che poggia su un mondo circondato dal serpente e che sostiene la raggiera, entro la quale si pone l'Ostia consacrata tenuta da una lunetta d'oro (o dorata).


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