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SALA 10

La Liturgia della Lode

Il tema della Sala prende spunto dalla PERGAMENA esposta.

Papa Innocenzo XIII (1721-1724), il Card. Michelangiolo Conti viene descritto dal Pastor come pontefice "accorto, mite, senza nepotismi". Era stato Vescovo di Osimo e Cingoli dal 1708 al 1712. Con bolla in pergamena concede al Capitolo della Cattedrale il privilegio di indossare la "Cappa" durante la preghiera che i Canonici fanno più volte al giorno; il significato più vero riguarda il servizio della Lode che i Capitoli per secoli hanno prestato, specie nelle Cattedrali.

Il Capitolo è la comunità dei preti a servizio di una Chiesa: ha la funzione di celebrare la Lode a nome dell'intera comunità; nel passato ha avuto la funzione di "senato" del Vescovo. In alcuni casi i Canonici - così si chiamano i membri del Capitolo - hanno fatto vita comune.

Ad Osimo la presenza dei Canonici della Cattedrale risale alla fine del primo millennio:

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il Codice carolingio nomina "Stephanus et Petrus Diaconi Ecclesiae Auximanae"(sono certamente a servizio della Cattedrale). S.Silvestro è canonico della Cattedrale fino all'inizio della vita eremitica (1250 circa). Il Card. A.M. Gallo rivede e aggiorna le Costituzioni del Capitolo alla fine del secolo XVI (Sala 5).

La Liturgia della lode è la preghiera pubblica della Chiesa, fatta da alcuni a nome di tutto il popolo di Dio ed ha lo scopo di santificare la giornata; è ritmata sulla divisione del tempo tipica della antica società con le Lodi, preghiera del mattino e i Vespri , preghiera della sera, le Ore di Terza, Sesta e Nona (ore 9, 12, 15) con l'Ufficio delle Letture. Si prega con i Salmi, si leggono brani della Scrittura e testi dei Padri della Chiesa. La lode è quasi interamente cantata in gregoriano.

Il Breviario romano che contiene tutte queste preghiere è stato reso uniforme per tutta la Chiesa e promulgato da S.Pio V nel 1568; molte ne sono state le revisioni.

Opere esposte

anonimo Card. Michelangiolo Conti (poi Papa Innocenzo XIII)   tela
  "Privilegi concessi dal Papa Innocenzo XVIII al Capitolo della Cattedrale" 1721 pergamena con sigillo papale
  Piviale e razionale sec. XVIII  
  Rocchetto e stola sec. XVIII tessuto
stampatore "Balleoniana" Graduale Venezia, sec. XVIII libro
  Vesperale e stemma del card. Verospi metà sec.XVII pergamena, stemma in legno dipinto
manifattura religiosa locale Tovaglia d'altare fine sec. XVIII tela di lino, ricami in seta policroma, oro e argento filato
anonimo Organo positivo ad ala sec. XVII  

Descrizione opere

    Piviale e razionale
    sec. XVIII
Il piviale è un ampio manto indossato dal celebrante nella liturgia della lode, nella benedizione eucaristica e nelle processioni. Il razionale è una grande fibbia, generalmente preziosa, a chiusura del piviale.

    Rocchetto e stola
    sec. XVIII
    tessuto
Il rocchetto è una cotta con la parte terminale della manica in ricamo con fondo in tessuto viola, indossato dal vescovo durante le celebrazioni; con tessuto di diverso colore lo portavano invece i canonici.

    stampatore "Balleoniana"
    Graduale

    Venezia, sec. XVIII
E’ un libro liturgico che contiene le parole e la musica gregoriana dei brani cantati dopo la proclamazione della parola nella messa capitolare, celebrata durante la liturgia della lode. Il libro è aperto sulla pagina che riporta il canto "Victimae paschali".

    Vesperale e stemma del card. Verospi
    metà sec.XVII
    pergamena, stemma in legno dipinto
Il vesperale contiene le antifone della celebrazione dei vespri, preghiera della sera. E’ decorato di disegni a mano in seppia. Accanto al libro, donato alla Cattedrale dal card. Girolamo Verospi, è posto il suo stemma.

    manifattura religiosa locale
    Tovaglia d'altare
    fine sec. XVIII
    tela di lino; ricami in seta policroma, oro e argento filato

Sono riprodotti gli episodi della vita di Cristo, dalla Annunciazione alla Vergine fino all'Ascenzione: sono intervallati da candelabre naturalistiche sotto cui vivono animali delle specie più diverse.

    anonimo
    Organo positivo ad ala
    sec. XVII
La cassa è di legno naturale, le canne di stagno rette da un festone di noce intagliato. La tastiera a finestra di 45 tasti, è in bosso ed ebano. I registri sono azionati da tiranti con pomelli metallici, i mantici sono cuneiformi il somiere è unico, di noce. Proviene dalla parrocchia di S.Biagio di Osimo. E’ stato restaurato nel 1983 da Paolo Donati di Firenze. E’ uno dei pochi esemplari di organo positivo ad ala esistenti in Italia.


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