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VISITA
Il Museo vuole narrare la storia di una comunità cristiana, quella osimana, che, nel corso di sedici secoli, ha accolto l'espressione viva della fede dei martiri ha indirizzato la pietà popolare ai misteri della vita di Cristo e di Maria e alla venerazione dei Santi; ha dato alla Chiesa vescovi e cardinali illustri e munifici. Le testimonianze di questa storia, che non è esclusiva dei credenti, ma è anche dimensione essenziale dell'eredità culturale e sociale della città, sono espresse da opere d'arte e da belle creazioni artigianali, che sono esposte nelle quindici sale di cui si compone il Museo.
Successione cronologica e contenuto iconologico sono i criteri che guidano lesposizione.

Nel periodo paleocristiano (sala 1), Osimo riceve la testimonianza della fede cristiana dal martirio dei Ss. Fiorenzo, Dioclezio, Sisinio e del loro discepolo Massimo.
Forte di questa fede, eleva nel IV-V sec., attorno ai vescovo San Leopardo, la sua Cattedrale sul "Campidoglio" della città.
| Nel Medioevo (sala 2), periodo di conflitti e di turbolenze, tra le
fazioni dei Guelfi e dei Ghibellini, la comunità ecclesiale, che vede fiorire la santità
di alcuni grandi uomini (San Bonfiglio, San Silvestro, San Benvenuto, il Beato Clemente)
amplia la Cattedrale per mano di alcuni suoi vescovi, il vescovo Gentile e il vescovo
Beato Giovanni Uguccione. Durante il Rinascimento (sala 3 - sala 4), il periodo di pace locale favorisce anche ad Osimo il mecenatismo di alcuni grandi vescovi, Antonio e Giovanbattista Sinibaldi, la cui opera viene comunque orientata anche all'attenzione verso i bisognosi. |
Ne sono testimonianza il "Monte Frumentario", istituito soprattutto per assicurare ai contadini il grano per la semina e il "Monte di Pietà" per prestiti, dietro depositi di pegni.
| Confraternite e nobiltà locale commissionano, ad artisti opere pregevoli
(come il polittico "La Vita di Gesù" e il tabernacolo per l'altare del SS.
Sacramento della Cattedrale), che sono espressione di sensibilità nel contempo artistica
e religiosa. Durante la Riforma cattolica, seguita al Concilio di Trento (1545-1563), in Osimo è attuata l'opera riformatrice, soprattutto con le visite pastorali e la promulgazione di Sinodi. in cui i vescovi danno indicazione di vita cristiana a tutti i componenti la comunità, secondo Io spirito del tempo (sala 5). |
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L'iconografia è orientata a rafforzare la consapevolezza della propria fede e a risvegliare la pietà verso la Madre di Dio (sala 6), il Cristo sofferente (sala 7), e i Santi (sala 8).

La liturgia .sottolinea la dimensione sacrificale della messa, mettendo in evidenza la centralità dell'Eucarestia nella vita cristiana e nell'evangelizzazione (sala 9).
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Nel Settecento (sala 12), l'attenzione alla cultura porta all'istituzione del Collegio Campana, per volere del cardinale Orazio Filippo Spada e alla stesura delle "Memorie istorico-critiche della Chiesa e dei Vescovi di Osimo" da parte del vescovo Pompeo Compagnoni, "il prelato più dotto d'Italia", secondo il Muratori. |
| La fede non resta disgiunta dalla carità: attento alle necessità sociali. il vescovo Pompeo Compagnoni apre una Mensa con cibi caldi e un Orfanotrofio; il cardinale Giovanni Soglia Ceroni. insigne studioso. si prodiga a favore della popolazione. dona immobili all'Ospedale e lascia il suo patrimonio ai cronici della città (sala 14). |
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Nel secolo successivo (.sala 15), dopo il passaggio delle Marche al Regno d'Italia. la fede della comunità locale si esprime nella devozione al Sacro Cuore a Nostra Signora del Sacro Cuore, alla Vergine Addolorata del Santuario di Campocavallo; nell'attenzione ai problemi sociali, con la nascita di varie Cooperative e della Società Operaia, con l'apertura di un Oratorio per giovani studenti (monsignor Michele Seri Molini),con i lasciti per ricoveri per anziani e bisognosi; nella vocazione missionaria, con 1'annuncio del Vangelo ai popoli d'Oriente.
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Tutta la storia e la fede della
comunità di Osimo sono sostenute, nel corso dei, secoli. dalla preghiera: quella dei
fedeli, quella dei Canonici della Cattedrale, ai quali era affidata la funzione di
celebrare la Lode a nome dellintera comunità (sala 10). quella dei monaci:
Avellaniti, presenti fin dall'inizio del secondo millennio, Agostiniani, Benedettini,
Silvestrini, Cappuccine e Clarisse (sala 13). |
Nel cammino "cronologico" del museo, una parentesi è costituita dalla sala che accoglie il "Piccolo Tesoro della Cattedrale" (sala 11): oggetti di vario genere e di epoche diverse. che possono essere ammirati non solo per la ricchezza del le intuizioni e la creatività espressiva dei loro autori (quasi sempre anonimi), ma, soprattutto, per la radice interiore da cui sono nati: la fede autentica che diventa sorgente di cultura.
Museo Diocesano - Piazza Episcopio, 3 - 60027 OSIMO
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