La Basilica - Santuario
La Basilica - Santuario
La BASILICA-SANTUARIO, oggi dedicata a S. Giuseppe da Copertino, era in antecedenza Chiesa di San Francesco
Il Serafico di Assisi era venuto ad Osimo nel 1215, e vi era passato la seconda volta nel 1220 ; le due visite non erano rimaste senza frutti: molti addirittura si erano indotti a mutare vita.Tutto fa credere che le universali simpatie raccolte allora dal Santo di Assisi determinassero i cittadini alla erezione del primo Tempio francescano.
Troviamo infatti che il 7 maggio del 1234 - ad appena 8 anni dalla morte (1226) del Serafico Padre - si procede, presenti i Vescovi di Ancona, Fano, Senigallia e Pesaro, alla solenne consacrazione della Chiesa di S. Francesco. Era Vescovo di Osimo Sinibaldo (1218-l239).
La chiesa che fu allora consacrata è senza dubbio quella stessa che oggi vediamo nella sua veste esterna; ma subì profondi cambiamenti nelle età che seguirono. Gli originali lineamenti romanici sono tuttavia rimasti nellaltissima austera sua facciata ; nelle slanciate finestre ad arco trilobato della abside, e nelle altre (oggi chiuse) lungo le pareti laterali ; nella serie di archetti in cotto, che ornano il campanile a metà altezza; nei costoloni delle volte a fianco dellabside ; e, soprattutto, nella sacrestia. Era probabilmente a tre navate
Dei vecchi affreschi si vedono tuttora pregevoli tracce nella cosiddetta Madonna del Volto, immagine di particolare venerazione da parte del popolo osimano; nel Redentore, rimasto nascosto dietro il basamento di una delle pesanti colonne di sinistra nellaltare di S. Francesco; in altro tratto di muro sotto la piccola tribuna di destra, presso laltare maggiore; e infine in una Vergine raffigurata in un piccolo spazio del coro, coperta dal postergale di noce ricorrente allinterno.
Quando avvenne la beatificazione di S. Giuseppe da Copertino (1753) e ne fu prevista la canonizzazione, i Conventuali credettero quella loro chiesa del duecento non abbastanza degna dei nuovi onori, e si misero a rimodernarla e arricchirla secondo il gusto di quel secolo. Disegni e progetti furono commessi al celebrato architetto Andrea Vici. Questi alzò le pareti per lanciare le volte e la cupola; addossò muri e costoloni alle vecchie sottili colonne polistili trasformandole in pilastri, sostenuti da mensole fiorate; stucchi e fiorami in gesso si accamparono sul piano delle pareti. Sono di quel rifacimento i due mastodontici altari laterali e le sei cappelle tutte in Barocco.
I lavori, cominciati allinizio della seconda metà del 700, non ebbero termine che nel 1781; e fu necessario, a causa di essi, rimandare i festeggiamenti della Canonizzazione, avvenuta nel 1767. Ma la salma del Santo fu sistemata sotto laltare già nel 1771: altare voluto più grande e ricco di marmi pregevoli dal Canonico Giambattista Sinibaldi.
Il tempio, consacrato il 27 maggio 1781 dal vescovo card. Guido Calcagnini, cambiò allora nome, trasformandosi da chiesa di san Francesco (appellativo non ancora andato del tutto in disuso) in chiesa di s. Giuseppe da Copertino. Pio VI nel 1796, elevava alla dignità di Basilica la suddetta Chiesa perché «uno dei santuari più celebri e venerandi della Cristianità».
Tra le opere conservate in Chiesa da notare: la tavola della Madonna in trono con Santi (secondo altare a sinistra dal fondo) di Antonio Solario da Venezia. Nellangolo destro di questa pittura si vede in ginocchio Boccolino di Guzzone, osimano, capitano di ventura dalle molte e varie vicende militari (1450?-1494).
Notevole la tela della Crocifissione (primo altare a sinistra) di Francesco Solimena; quello della Madonna di Piazza (primo a destra) del Valeri (sec. XVIII). Questa tela fu qui portata nel 1893, togliendola dalla torre del Palazzo Comunale, da una nicchia dove si esponeva in speciali circostanze.
Le spoglie mortali del venerabile frate Benvenuto Bambozzi, francescano conventuale di Osimo (1809-1875) sono custodite in un loculo del primo altare. La chiesa nel 1987 ha decretato leroicità delle sue virtù.
Negli anni 1933-1937, il pittore napoletano Gaetano Bocchetti, affrescò tutta la Chiesa. Degni di nota: laffresco della cupola, raffigurante la gloria di san Giuseppe da Copertino, cui rendono omaggio tutti gli ordini religiosi; nel catino dellabside, la figura del Santo, di particolare potenza, in virtù dei violenti contrasti delle tinte; nella parete di fondo, la partenza dal porto di Ancona di San Francesco dAssisi per lOriente (1219).
La Sacrestia conserva quasi interamente le linee dellantica costruzione. Degni di nota i quattro Evangelisti, affreschi del XIV secolo; il Crocifisso, scolpito dal P. Treggiari e il grande quadro del Mazzanti (1781) che rappresenta lestasi del Santo alla vista della S. Casa di Loreto.
La Cripta, in cui oggi il suo glorioso corpo è venerato dai fedeli, è stata costruita nel 1963, terzo centenario della morte del Santo.
Le stanze del santo, conservate nello stato originale, comprendono le tre camerette che ospitarono s.Giuseppe da Copertino dal 1657 al 1663 e loratorio dove egli ogni giorno celebrava la santa Messa. Questi luoghi possono essere visitati dai pellegrini e dai devoti nellorario di apertura del Santuario.
Il Convento, annesso alla Basilica è sede della Comunità religiosa, del Noviziato francescano e delle Opere espresse dallAssociazione Donare Pace e Bene. La sua costruzione ha avuto inizio nel XIII secolo, subito dopo il passaggio in Osimo di S. Francesco (1220).
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