ROTARY CLUB OSIMO

Dalla "bottega" di Lorenzo Lotto
alla mia modesta "bottega"

 

Non senza esitazione accettai la proposta che gli amici del Rotary Club di Osimo Paolo Pierpaoli e Fabio Cardinali mi prospettarono: quella di ricostruire attraverso l'uso di sofisticate apparecchiature informatiche l'insieme dei colori di un quadro di Lorenzo Lotto "Madonna col Bambino e Angeli" andato smarrito .... Questo capolavo­ro del Lotto era collocato all'interno del Palazzo Comunale e faceva parte di quell'immenso patrimonio artistico di cui Osimo è ricca, parte del quale, per imperi­zia degli uomini nel tempo è stato sottratto o distrutto.

La proposta di ricostruire le fattezze del quadro, se da un lato mi è sembrata sin dall'inizio una vera impresa, dal­l'altro mi ha stimolato non poco sia sotto l'aspetto pro­fessionale che morale: divenivo infatti uno strumento di ricerca di un'opera d'arte importante realizzata dal Grande Maestro per gli osimani e che era appartenuta a quest'ultimi per centinaia d'anni.

Mi sono stati utili i consigli dispensati da un ben noto conoscitore dell'arte come il Prof. Pietro Zampetti. La sua sensibilità, il suo grande amore per l'arte, la sua generosa umanità lo hanno portato infatti ad occuparsi di questo progetto e ad intrattenersi con me in più di un'occasione per definire le tecniche e le metodologie di ricerca più appropriate allo scopo.

Questo tentativo che di seguito illustrerò è stato definito dallo stesso Zampetti come un tentativo unico ed origina­le che poteva costituire, se i risultati fossero stati soddi­sfacenti , la codificazione di una vera e propria tecnica di ricerca e di valorizzazione di un patrimonio che se pur disperso appartiene comunque alla storia della nostra comunità locale e di quella universale.

Ho elaborato i suggerimenti del celebre storico dell'arte ed ho applicato, tentativo dopo tentativo, questo genere di metodologia.

In questo lavoro è stato indispensabile disporre di una foto in bianco e nero del quadro andato perduto, fornita dall'archivio Alinari di Firenze.

Questa foto infatti, rispetto a quella consegnatami origi­nariamente dagli amici del Rotary, era caratterizzata dalla nitidezza dell'immagine.

La mia idea, divenuta poi tecnica applicativa, si basava su questo concetto: partire da un' immagine a colori di una foto dello stesso Autore e dello stesso periodo, con la stru­mentazione informatica eseguire una riduzione della foto a colore in foto in bianco e nero; confrontare i toni dei grigi con i precedenti colori; memorizzare le variazioni intervenute; con quest'ultime effettuare il processo inver­so sulla foto in bianco e nero.

Questa trasposizione, che ha comportato un estenuante e paziente lavoro di ricostruzione in laboratorio, consente di riportare l'immagine, con rigore scientifico, alla sua bellezza originaria. E' questa una tecnica che una volta descritta può sembrare anche semplicistica. Richiede tut­tavia una elevata conoscenza dello strumento tecnico, delle sue applicazioni ed un grande lavoro di osservazio­ne puntuale e meticolosa.

Le maggiori difficoltà le ho incontrate nella rielaborazio­ne dell'angelo alla destra della Madonna soggetto nel corso degli anni a numerosi ritocchi o addirittura ridipin­ture che possono averne variato il colore originale.

Sono orgoglioso di poter presentare alla mia Città un lavoro cui ho dedicato, con abnegazione, tempo e passio­ne.

E' il racconto di un tentativo serio, scientificamente docu­mentato, che offro all'attenzione di quanti operano in questo settore. Questo tentativo può costituire la base per un processo di ricostruzione della memoria storica del passato. Attraverso i capolavori che come questo hanno arricchito la civiltà e segnato l'evoluzione artistica dell'Uomo, andati purtroppo perduti, possiamo infatti documentare la presenza di importanti opere d'arte che appartengono comunque al patrimonio dell'intera uma­nità.

Mario Cotoloni

 

back