| Santuario di Campocavallo | I Maestri del Covo |
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| Durante l'inverno iniziano i lavori per la costruzione della sagoma del carro in ferro. Tutta la lavorazione viene fatta presso la colonia di Cesare Gatto, famiglia che dall'immediato dopoguerra ospita la realizzazione del Covo. L'intera struttura viene costruita da esperti fabbri e, ultimata questa fase, si procede al rivestimento della sagoma con il legno. A questo punto la struttura è completa ed è pronta per essere rivestita con il grano che nel frattempo, le donne del luogo, hanno abilmente intrecciato componendo le cosiddette trecce. Attività questa che viene svolta dopo che altri (di solito i più anziani), in precedenza, sono passati nei vari campi della zona per scegliere le qualità di grano migliore determinando anche le quantità necessarie che ovviamente vengono donate dai conduttori dei fondi. Le trecce vengono realizzate da gruppi di donne che si radunano di pomeriggio e di sera nelle solite abitazioni (Famiglie Camilletti, Zitti e Candolfi) e tirano avanti fino a tarda ora perché l'arte di lavorare le trecce è complessa ed occorre tempo per ottenere degli ottimi manufatti. | ![]() |
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E' piacevole osservare come le donne sono indaffarate attorno ai tavoli da lavoro. Normalmente vi si trovano riunite diverse generazioni che si tramandano questo difficile compito: dalle anziane, sempre provvide di consigli e di raccomandazioni, alle giovani, magari più sbrigative, ma sempre molto allegre e vivaci. Una volta realizzate, le trecce, vengono sistemate da Franco Camilletti, Gino Giannoni e gli altri addetti sul Covo seguendo una particolare lavorazione che con il passare degli anni si è sempre più affinata. Il Covo, nel suo insieme, appare oggi come una struttura elegante, dai tratti pregevoli e gradevoli a vedersi, mentre un tempo si presentava sicuramente più pesante e comunque meno lavorata. Di norma la costruzione del carro viene ultimata quasi al momento della partenza della processione del giorno della festa, tanto è il lavoro che la realizzazione richiede. |
| Negli ultimi anni, specie per i Covi destinati ad essere esposti per un lungo periodo, sono stati eseguiti alle spighe dei particolari trattamenti conservativi per evitare il successivo rapido deterioramento. Il Covo resta in esposizione fino all'Epifania sotto il loggiato del Santuario allor quando viene riportato nel luogo di costruzione per essere distrutto e per far spazio a quello dell'anno successivo. |
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