| Santuario di Campocavallo | Costruire il Covo |
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| Il lavoro per la realizzazione del Covo è come se, nel tempo, non avesse mai termine. Durante I'anno infatti, ultimata una festa se ne inizia subito un'altra, proseguendo cosi una storia che dura da più sessant'anni. All'organizzazione della Festa sovrintende un apposito Comitato composto da oltre trenta membri del luogo, presieduto dal Parroco. Tutte le decisioni vengono adottate solitamente in modo collegiale. La realizzazione parte dalla scelta del soggetto da riprodurre. Individuato il soggetto l'intera organizzazione inizia a funzionare con competenze e ruoli ben distinti. |
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C'è chi si interessa della scelta del grano, chi raccoglie
ed ordina i covoni selezionando le spighe, chi coordina il lavoro delle donne per la
realizzazione delle trecce, chi effettua le rilevazioni ed i calcoli tecnici della
struttura che si andrà a costruire, chi bada alla sua realizzazione con il ferro, chi ne
cura il lavoro della parte in legno, chi si incarica di collocare adeguatamente le spighe
sul carro, chi si interessa delle altre iniziative, e via dicendo. Per molti mesi
dell'anno la piccola frazione di Campocavallo, quasi 1.500 abitanti, è tutta presa
nell'organizzazione della festa quasi fosse in competizione con se stessa in relazione
all'edizione dell'anno precedente. Il Covo, infatti, détta l'orgoglio contadino, deve
essere ogni anno più bello del precedente e soprattutto, chi ha modo di vederlo, deve
restarne stupito ed ammirato! Il programma di costruzione del Covo prevede una prima fase dedicata agli aspetti tecnici ricerca dei disegni e degli elaborati tecnici per disporre delle misure il più possibile esatte, sopralluoghi sul posto dove ha sede il Santuario o l'immobile da riprodurre, ricerca della documentazione fotografica di tutto l'insieme e dei particolari. |
| Un tecnico, successivamente, riporterà tutte queste misure in scala affinchè la riproduzione sia quanto più fedele al soggetto originale. |
